Il Palermo torna al Barbera dopo l’opaca prestazione offerta in Toscana, dove la Fiorentina è stata più che mai indigesta. Chiuso il calciomercato che ha portato allo sbarco a Palermo del centrocampista Manuele Blasi, che dovrebbe mettere ordine in un reparto non al meglio, i rosa si rituffano in campionato ospitando il Bari di Giampiero Ventura. Contro i pugliesi sarà necessario ripartire dalla vittoria ottenuta a danno dei partenopei, in cui, probabilmente, è mancato un gioco spumeggiante ma sotto il profilo della mentalità e della concretezza si può certo elogiare un Palermo cinico e parzialmente aiutato dalla dea bendata. Tra le mura amiche ormai il pubblico è abituato a vincere. L’ultima sconfitta risale al primo marzo 2009, in cui gli allora uomini di Ballardini furono travolti da un sonoro 0-4 che vide tra i suoi protagonisti anche l’attuale tecnico Walter Zenga. Da quel momento in poi il Barbera è rimasto inespugnabile.Quella di domenica però è un’altra storia. Sono cambiati gli uomini, sono cambiati gli obiettivi e sono cambiate le esigenze dei tifosi che adesso, stupiti dalle parole del presidente e dell’allenatore, vogliono sognare senza limiti. I pugliesi, neopromossi in serie A, hanno già dimostrato di avere la stoffa giusta per ambire, nella peggiore delle ipotesi, ad una salvezza senza troppi affanni. I biancorossi di Ventura hanno due punti in classifica (uno in meno del Palermo) ma nel loro palmares stagionale vantano un pareggio contro la corazzata di Mourinho allo stadio Meazza.
Tutt’altra faccenda quella del Palermo, il cui obiettivo stagionale è e resta l'Europa. Tra le fila dei rosa non ci sarà il quasi annunciato Dzemaili, che ha preferito il Parma alla avance di Zamparini, andando a fare compagnia a Zaccardo alla corte di Guidolin. Una scelta che ha deluso non poco i tifosi rosanero, che ormai sognavano il centrocampista svizzero. Al suo posto Manuele Blasi, classe 1980, chiamato a dare quel pizzico di grinta in più che non fa mai male. Fin qui il gioco dei rosa ha convinto a metà, a causa di una difesa a tratti ballerina ma soprattutto di un centrocampo che ha lasciato più di un dubbio. L'impiego di Miccoli come punta avanzata non ha prodotto i risultati sperati, mentre Simplicio sembra lontano dai livelli di un tempo. Pastore è un indiscusso talento, ma caricare sulle spalle del giovane argentino il peso della squadra non è di certo la mossa migliore. Ma il problema sembra riguardare tutti e undici i giocatori, che in entrambi i match hanno concesso il primo tempo agli avversari. Zenga dovrebbe affidarsi al collaudato 4-3-1-2. In porta va Robinho, a caccia di riscatto dopo qualche incertezza di troppo vista contro Spal, Napoli e Fiorentina; per quanto riguarda il settore difensivo, Kjaer e Bovo si piazzeranno al centro della difesa, mentre Cassani e Balzaretti spazieranno nelle fasce laterali; linea mediana con la new entry Blasi, accompagnato da Nocerino e Bresciano; in avanti il gioiello argentino Pastore dietro il tandem Miccoli-Cavani.

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